Miocardite: sintomi e cause dell’infiammazione al cuore

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miocardite - sintomi e cos'è-min

La miocardite è un’infiammazione del cuore e che interessa la tonta muscolare dello stesso, il miocardio. Molti i fattori che la possono causare, tra essi le infezioni, le patologie sistemiche e l’esposizione ad alcune tossine.

Una patologia piuttosto grave che può essere causa di aritmie, insufficienza cardiaca, cardiomiopatia e una serie di aggravanti del quadro clinico di una persona. La cura deve essere mirata con una prognosi che nel migliore dei casi richiede almeno 2 settimane di cura.

E’ un’infiammazione del cuore e in particolare dello strato intermedio della sua parete. La parte del muscolo cardiaco che viene interessato dall’infiammazione è la tonaca muscolare e quindi il miocardio.

Le cause sono da ricercarsi in diversi fattori, tra di essi è possibile citare le patologie sistemiche, i meccanismi autoimmuni, le infezioni, l’esposizione a tossine e casi di ipersensibilità nei confronti di taluni farmaci. Una malattia che progredisce in maniera silente, in quanto i sintomi spesso non sono affatto evidenti.

Cos’è la miocardite

In genere viene diagnosticata la miocardite, solo associandola a patologie che non fanno altro che aggravare il quadro clinico del soggetto. In tale prospettiva ci si riferisce a tutte le aritmie e quindi alle anomalie del ritmo cardiaco, alla debolezza del cuore, che non ha la forza necessaria per avere una gittata normare. Inoltre disfunzioni meccaniche ed elettriche del muscolo cardiaco con degenerazione del miocardio.

Nei casi più gravi è possibile che si vada incontro a necrosi del tessuto cardiaco. Nella maggior parte dei casi la miocardite si risolve senza conseguenze permanenti, ma ci sono casi in cui le problematiche si cronicizzano e occorre ricorrere a ospedalizzazione e trattamento adeguato.

Una problematica in grado di colpire persone di tutte le età. Nel 20% dei casi, soprattutto in giovane età, la miocardite viene diagnosticata solo dopo la morte durante lo svolgimento di attività fisica.

Le cause

La prima tra le cause di questa infiammazione cardiaca è da ricercarsi nelle infezioni di tipo virali. I virus sono in grado di invadere il miocardio ed essere causa della problematica. In questo caso si verifica un’attivazione del sistema immunitario, che va a limitare la duplicazione virale e proteggere i miotici da eventuali lesioni.

Sia durante che dopo l’invasione dei virus il sistema immunitario può essere in grado di attaccare la missina cardiaca e quindi andare a danneggiare il miocardio. I virus che possono essere causa di tutto questo sono diversi: adenovirus, parvovirus B19, coxsackievirus, eterovirus, HIV, rosolia, poliovirus, citomegalovirus, varicella, herpes, Epstein-Barr.

cause della miocardite

Oltre alle infezioni virali possono essere causa di miocardite, quelle batteriche. Ad esempio quello della differite è in grado di causare una forma di miocardite che rende il cuore flaccido e ingrossato. In questa maniera il muscolo cardiaco non è più in grado di pompare il sangue in maniera efficiente. Anche nel caso dei batteri sono molti quelli che possono essere causa di una patologia così invadente per il muscolo cardiaco.

Infine è possibile citare la malattia di Chagas, infezione del protozoo Tripanosoma crucci trasmesso da una puntura di insetto. Alcuni studi hanno provato come, dopo la prima infezione 1/3 dei pazienti sviluppa miocardite cronica.

Allo stesso modo può agire anche il protozoo Toxoplasma gondii. Altre cause della patologia possono essere esposizione a sostante tossiche, abuso di alcool, esposizione a metalli pesanti, l’utilizzo di farmaci come quelli chemioterapici e antipsicotici. In alcuni casi questa tipologia di problematica al muscolo cardiaco viene provocata da rigetto a trapianto di cuore.

Sintomi e disturbi associati

I sintomi della miocardite possono essere molteplici, molto dipende dal livello a cui l’infiammazione è arrivata. Il primo tra tutti è un indebolimento del muscolo cardiaco.

Ci sono alcuni casi estremamente lievi in cui non si notano sintomi se non un vago senso di malessere e dei sintomi generali, che non fanno pensare che il cuore possa essere coinvolto. Elemento che lancia un campanello d’allarme è un anomalo elettrocardiogramma che va a misurare l’attività elettrica del cuore.

Nel caso in cui la malattia si presenti in forma grave i sintomi sono notevoli, tra di essi è possibile indicare: febbre, per un’infezione che sia virale o batterica, dolore toracico, aritmie, una sensazione come se mancasse il respiro, soprattutto durante l’attività fisica, ritenzione di liquidi con conseguenti gambe gonfie, senso di stanchezza e improvvisa perdita di coscienza.

Sintomi che nella maggior parte dei casi si risolvono in maniera spontanea, ovvero peggiorare fino al momento in cui si rende indispensabile un trapianto di cuore. Non di rado, prima che la patologia si manifesti, si possono notare sintomi simili a quelli influenzali come: mal di testa, dolori alle articolazioni e muscolari, mal di gola e diarrea.

È possibile che la miocardite interessi anche i neonati e i bambini, nei loro casi i sintomi che si registrano non solo specifici, ma piuttosto si manifestano con un malessere generale con: inappetenza, dolori addominali e tosse. In altri casi è possibile notare: febbre, difficoltà neo respirare, colorito tendente al blu o al grigio della pelle.

Cause più comuniCause meno comuni
EtanoloMalattie autoimmuni
MefedroneReazione di ipersensibilità
AntraciclineInfezioni batteriche
Infezioni viraliMetalli pesanti

 

Miocardite fulminante

Nei casi gravi l’insufficienza cardiaca porta a morte improvvisa. Quando la miocardite è fulminante l’infiammazione è estremamente grave. Questa di traduce con una disfunzione sistemica ventricolare con shock cardiofeno e scompenso multiorgano. Nel 10% dei soggetti con questa patologia è possibile che essa sfoci in un’acuta insufficienza cardiaca.

Quando la problematica si manifesta in maniera fulminante, si rivela indispensabile procedere in maniera tempestiva. Solo sottoporre i pazienti a un trattamento e una terapia efficiente permette di ottenere un buon recupero e minime conseguenze nell’uno termine.

Ad oggi, nonostante tutti gli studi a riguardo, non è stato possibile rilevare quelli che potrebbero essere i fattori indice di un possibile sviluppo dell’infiammazione miocardica da parte del paziente. In altre parole è difficile procedere a prevenzione, ma non per questo non si può agire in maniera tempestiva.

L’eziologia e la patogenesi di questa malattia potrebbero essere gli stessi, tanto per quella fulminante quanto per quella non fulminante. La rarità della problematica non permette di comprendere l’incidenza di una certa condizione.

Come si diagnostica l’infiammazione del miocardio

Alla base dell’infiammazione del miocardio c’è un processo che può essere causa di danni al cuore. L’infarto miocardico ad esempio, potrebbe essere una causa secondaria di infiammazione e quindi la diagnosi di tale patologia non può basarsi solo su prove che vanno a confermare la presenza del processo flogistico limitatamente al cuore.

Per avere conferma della presenta di questa problematica, lo specialista può decidere di effettuare un elettrocardiogramma, ovvero una radiografia del torace, un ecocardiogramma o degli esami del sangue.

Grazie ai risultati di un elettrocardiogramma è possibile notare delle alterazioni che possono far sospettare la presenza di un’infiammazione. Inoltre è possibile che dalle analisi ematiche vengano rilevati dei valori della proteina C-reattiva elevati, o una VES eccessivamente alta. Inoltre i pazienti che presentano problematiche del miocardio possono presentate leucocitosi, eosinofilia, elevati livelli delle IgM, di troponina cardiaca, creatina chinasi-MB.

In ogni caso si può avere una diagnosi definitiva solo procedendo con una biopsia endomiocardica per la quale si richiede un’angiografia. In altre parole si procede al prelevamento di un campione di tessuto dell’endocardio e del miocardio, i quali vengono poi studiati da un anatomopoatologo con l’utilizzo di una microspia ottica.

Procedendo con un esame di questo genere sarò possibile stabilire e sono presenti e quali caratteristiche istopatologiche presentano l’edema e l’infiltrato infiammatorio.

Trattamento e prognosi

La causa della patologia è determinante in quello che riguarda il trattamento della stessa. Infatti essa è determinante sulla gravità dell’infiammazione. Altri elementi da valutare sono: l’età del paziente, i dati clinici ed emodinamici. Lo specialista può decidere di intervenire in maniera diretta, agendo sull’agente patogeno responsabile.

In questo caso procederà alla prescrizione di antibiotici, a cui affiancare altre terapie come il riposo. Nel caso in cui vi siano pazienti sintomatici possono migliorare la situazione alcuni farmaci diuretici. Se si è di fronte a una disfunzione cardiaca moderata/grave allora la terapia sarà a base di isotropi e di ACE inibitori.

trattamento della miocardite

Tutti i soggetti che non mostrano miglioramenti a seguito delle terapie sono potenziali candidati a trattamenti con dispositivi di assistenza ventricolare, vasoprotettori, brevi cicli con steroidi o altri farmaci che vanno a ridurre la capacità di risposta del sistema immunitaria.

La durata della terapia dipende dalla gravità dell’infiammazione e solo quelli molto gravi e che non presentano miglioramenti a seguito di normare terapia, possono essere inseriti nella lista trapianti. Anche la prognosi dipende dalla causa della problematica e dalle condizioni generali del paziente.

Consigli sulla miocardite

Nei casi meno gravi si possono notare dei miglioramenti dopo appena 2 settimane. Ma ci sono dei soggetti per cui si ha bisogno di mesi di recupero. Quello che risulta essere più importante è che la malattia venga riconosciuta in maniera veloce, per poter procedere immediatamente con una terapia.

Non sono pochi i casi in cui si possono notare dei miglioramenti anche senza terapie, ma di contro, ci sono le forma più gravi che si possono cronicizzare o causare dei danni permanenti al miocardio che possono presentarsi anche dopo la risoluzione dell’infiammazione.

Si tratta di pazienti che possono essere vittime di cardiomiopatia dilatativa con progressivo stadio avanzato di insufficienza a livello cardiaco. Mentre le disfunzioni del ventricolo sinistro possono risolversi, quelle del ventricolo destro possono essere causa di arresto cardiaco e aritmie con esito sfavorevole.

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