Integratore all’artiglio del diavolo: cos’è e a cosa serve

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integratore artiglio del diavolo

L’integratore di artiglio del diavolo è un prodotto che moltissime persone utilizzano per il proprio benessere, in quanto contiene moltissimi benefici e proprietà. Quando si parla di artiglio del diavolo, si fa riferimento ad una sostanza chiamata arpagofito (harpagophytum procumbens), che è una pianta rampicante perenne che fa parte della grande famiglia delle Pedalicee.

Nei paesi anglofoni, questa pianta è conosciuta come pianta rampino (grapple plant), ragno di legno (wood spider) e artiglio del diavolo (devil’s claw): si tratta di una pianta che cresce nell’Africa meridionale e nelle regioni che si trovano ad oriente della Namibia, in Kalahari, in Madagascar, a Capo Nord e in Botswana. Il nome artiglio del diavolo deriva dal fatto che questa pianta presenta due appendici due che hanno una forma di nastro, che caratterizzano i suoi frutti a forma di ovale.

Queste due appendici hanno dei robusti uncini che riescono a penetrare all’interno delle zampe e del corpo degli animali, procurandogli ferite e costringendoli a compiere una vera e propria danza “indiavolata”. In campo medico viene utilizzata la parte delle escrescenze laterali della radice a forma di tubero, chiamata anche radice tuberale, che contiene i principi attivi della pianta.

La pianta viene oggi giorno utilizzata per produrre un integratore che può essere impiegato in moltissimi campi diversi: essa infatti è in grado di attenuare infiammazioni e dolori vari che colpiscono il corpo. Anche se si tratta di un integratore naturale, però, è sempre meglio chiedere prima il parere del proprio medico.

A che serve l’integratore di artiglio del diavolo?

L’artiglio del diavolo è utilizzato sin dall’antichità nei paesi africani, e solo negli ultimi anni questa sostanza è arrivata in Europa, e con essa si è iniziato a produrre un integratore che svolge moltissime funzioni importanti. C’è da dire anche che questa pianta è uno dei simboli floreali del Botswana: in questo paese si crede in fatti che sia utile a combattere diverse condizioni che causano dolore.

proprietà dell'Artiglio del diavolo

Nella medicina tradizionale della zona del Sud Africa, questa pianta è stata utilizzata per secoli per risolvere moltissime complicanze, come ad esempio i dolori articolari, le malattie reumatiche, i problemi allo stomaco ed anche la febbre. Più avanti nel tempo, tutte queste credenze che riguardavano l’artiglio del diavolo sono poi state confermate da uno studioso tedesco, Schmidt, il quale ha compiuto delle importanti ricerche riguardo questa pianta.

In particolare, lo studioso tedesco ha scoperto tre grandi glicosidi che sono contenuti all’interno della pianta e che hanno mostrato avere degli effetti antipiretici ed anche analgesici, e per questo dunque la pianta funziona veramente per contrastare dolori e fastidi. In particolare, l’integratore a base di artiglio del diavolo si è mostrato utile nel contrastare le situazioni sia di infiammazione che di dolore, come tendinite, artrite reumatoide, mal di schiena e dolori cervicali.

Altri usi dell’integratore di artiglio del diavolo

In seguito alle indagini condotte da Schmidt, moltissimi altri studi hanno confutato le diverse proprietà dell’artiglio del diavolo e dell’integratore che da esso si ricava: questi studi sono stati effettuati sia sui roditori che sugli esseri umani. Ci sono moltissimi studi che hanno addirittura comparato i benefici derivanti da prodotti antinfiammatori ai benefici derivanti dall’assunzione di un integratore che contiene artiglio del diavolo.

Diversi studi hanno dunque confermato quelle che sono le proprietà terapiche dell’integratore alimentare a base di artiglio del diavolo: in particolare, sembra anche molto adatto a ridurre il mal di schiena, una condizione comune a moltissime persone. Inoltre, a questa pianta vengono attribuite moltissime proprietà terapiche, specialmente nei confronti di problemi digestivi: per questo, spesso viene utilizzato sotto forma di infuso.

Dunque, in conclusione si può dire che l’integratore che contiene artiglio del diavolo può essere impiegato quando ci sono tendiniti in atto, quando si soffre di dolori cervicali, quando il mal di schiena persiste, in caso di contusioni, di artrite, di mal di testa, di febbre e anche quando si hanno problemi di digestione.

Come si usa?

L’artiglio del diavolo è quindi una pianta i cui benefici sono conosciuti sin dai tempi antichi, specialmente in Africa: tuttavia, al giorno d’oggi è possibile trovare in commercio moltissimi integratori che contengono questa sostanza. Proprio perchè si tratta ormai di un prodotto estremamente gettonato ed utilizzato da molti per contrastare dolori e fastidi, è bene conoscere alcune istruzioni riguardo il suo utilizzo.

In primo luogo, c’è da dire che nella maggior parte degli studi clinici che sono stati effettuati, sono stati utilizzati degli estratti liquidi di questa pianta, che corrispondono ad una quantità che va dai 600 milligrammi ai 1200 milligrammi di estratto secco. Una dose di questo tipo contiene al suo interno circa 50 o 100 milligrammi del principio attivo che si trova nelle radici di artiglio del diavolo, conosciuto in ambito scientifico come arpagoside.

Questo estratto liquidi di artiglio del diavolo, al momento, non è disponibile in Italia: infatti, in Italia è possibile trovare solamente degli opercoli che contengono una quantità di 250 milligrammi di estratto secco. La quantità di principio attivo, ovvero l’arpagoside, contenuto all’interno di questi opercoli, varia dall’1% all’8%: nella maggior parte dei casi, questi contengono solamente il 2% di principio attivo.

Altre informazioni sull’uso del prodotto

Riflettendo sulla quantità di principio attivo che è presente negli opercoli commerciati in Italia di artiglio del diavolo, è possibile affermare che, per raggiungere la dose giusta affinchè il prodotto abbia effetto, ci vorrebbero dalle 4 alle 25 capsule di integratore di artiglio del diavolo ogni giorno. Questo va in contrasto con quanto riportato sugli opercoli: infatti, questi consigliano spesso di assumere un massimo di tre capsule al giorno.

Artiglio del diavolo utilizzi

Per questo, quando si acquista un integratore a base di artiglio del diavolo, è molto importante fare attenzione al contenuto percentuale di arpagoside, che si ricorda essere il principio attivo di questa pianta. Quando si assumono circa 40 o 50 milligrammi di principio attivo al giorno,r: esso, infatti, può sostituirsi ai prodotti antinfiammatori da banco.

Invece, nel caso delle patologie più gravi, il suo utilizzo serve a ridurre quello che è il dosaggio dei farmaci antinfiammatori di sintesi; in caso di cattiva digestione o di perdita dell’appetito, si consiglia il consumo dell’infuso a base di artiglio del diavolo. Per prepararlo, si devono mettere due cucchiaini di radice macinata in mezzo litro di acqua bollente, fare riposare per alcune ore e filtrare prima del consumo.

Controindicazioni degli integratori con artiglio del diavolo

Sono veramente moltissimi i campi nei quali si può impiegare l’artiglio del diavolo, sia sotto forma di integratore che sotto forma di infuso. Anche se si tratta di un’ottimo prodotto proveniente direttamente dalla natura, è importante ricorda che ci sono dei casi in cui il prodotto non deve essere consumato per non avere delle reazioni avverse.

In particolare, si consiglia di non usare l’integratore con artiglio del diavolo quando si soffre di patologie quali ad esempio il diabete mellito di tipo 2, problemi cardiovascolari, e di patologie dell’apparato digerente. Inoltre, a causa di mancanza di studi in merito, si consiglia di non utilizzare questo integratore quando si è in gravidanza e quando si è in periodo di allattamento.

Ancora, non va utilizzato l’integratore di artiglio del diavolo quando si seguono particolari terapie farmacologiche: infatti, la sostanza può interagire negativamente con alcune tipologie di farmaci. L’artiglio del diavolo reagisce negativamente con antinfiammatori non steroidei, anticoagulanti ed antiaggreganti, antiaritmici.

Non consumare poi l’integratore se si soffre di gastrite, ulcere gastriche, ulcere duodenali e calcoli alla cistifellea: infatti, il prodotto contribuisce ad una maggiore secrezione gastrica e biliari. Infine, per quanto riguarda la tossicità, questa è molto bassa: si possono avere solo fastidi gastrointestinali nei soggetti più. sensibili.

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