Carenza di Vitamina D: sintomi e cause principali

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Carenza di Vitamina D sintomi e cause principali

Secondo studi specifici sembra che la carenza di vitamina D (vitamina del sole) vada ad interessare circa un miliardo di persone in tutto il mondo. La diagnosi è piuttosto semplice, si ricorre infatti alla misurazione dei livelli sanguigni di 25-idrossi-vitamina D e 1,25 diidrossi-vitamina D.

Si ricorre alla diagnosi di eventuale carenza di vitamina D per via della sua importanza per la salute ossea. Un eccessivo deficit di vitamina D potrebbe, infatti, essere causa di grave compromissione nell’integrità scheletrica della persona.

Generalmente si parla di vitamina D, ma ci si riferisce a un gruppo di 5 pro-ormoni: D1, D2, D3, D4 e D5. Dal punto di vista biochimico la vitamina D entra nel vasto gruppo dei composti organici liposolubili con una struttura chimica molto simile a quella degli ormoni steroidei. Diverse le funzioni per cui la vitamina D è indispensabile.

Innanzitutto aiuta l’assorbimento del calcio a livello intestinale, Mantiene poi nella norma i livelli ematici sia di calcio che di fosforo. Anche a livello renale interviene per il riassorbimento di calcio e fosforo. Grazie a queste sue funzioni aiuta a rinforzare le ossa e nei bambini a favorirne la crescita.

L’uomo è in grado di ottenere la vitamina D di cui ha bisogno in 2 modi o dagli alimenti che consuma nella sua dieta o grazie l’esposizione al sole. Per quello che riguarda l’assorbimento grazie alla dieta, si ricorda che la vitamina D si può trovare nel pesce azzurro, nel tuorlo dell’uovo e nei funghi.

Perché sortisca l’effetto che si vuole, la vitamina D che viene assunta deve sbire 2 reazioni di idrossilazione che la rendono biologicamente attiva. Reazioni, entrambe, che hanno luogo nei fegato e nei reni. I sintomi o per meglio dire, gli effetti della carenza di vitamina D può essere causa di: rachitismo, soprattutto quando si tratta di soggetti giovani, osteomalacia e osteoporosi.

Le cause più comuni di una carenza della sostanza sono: inadeguata esposizione solare, insufficiente apporto alimentare, malattie renali o al fegato, aumento del fabbisogno, assunzione di alcuni farmaci specifici.

La tendenza a una mancanza di vitamina D

Molte sono le cause della carenza di vitamina D. Delle cause che possono coinvolgere veramente chiunque, anche se, ci sono alcune persone che sembrano avere una maggiore propensione, rispetto ad altre a presentare un valore di vitamina D necessaria.

Ci sono, infatti, alcuni fattori di rischio. Innanzitutto il fumo di sigaretta, l’età che avanza, l’obesità o comunque la presenza di una quantità di tessuto adiposo in eccesso che toglie vitamina D al corpo, l’assunzione di alcuni farmaci. Inoltre: la pelle scura, l’alcolismo, sindromi come l’osteoporosi, l’allattamento al seno, morbo di Crohn, celiaca, bypass gastrico. Sottoporsi a un esame specifico per comprendere se la quantità di vitamina D presente nell’organismo è sufficiente, sembra essere indispensabile.

Occorre in effetti specificare che la pensa di una percentuale non adeguata di vitamine del gruppo D all’interno del corpo, non è una situazione semplice da diagnosticare. In genere essa si presenta con dolore alle ossa, alle articolazione, poca forza nei muscoli, stanchezza ricorrente.

Tutti sintomi però, che si presentano solo quando i livelli sono veramente tanto bassi. Quindi procedere a controllo periodico è indispensabile per riuscire a mantenere un buon livello di salute generale.

Quando la vitamina D è bassa

Quello su cui incide la carenza di vitamina D è la mineralizzazione ossea. Questo è il motivo principale per cui può essere causa di malattie che riguardano lo scheletro. Ma l’influenza di questo elemento sull’organismo non si esaurisce a questo.

La vitamina D sembra infatti, influire anche sul diabete, l’ipertensione, sindrome metabolica. In ogni caso, una delle patologie che sembra essere maggiormente associata alla carenza delle vitamina è il rachitismo. Una carne di minerali nelle ossa che porta al cedimento e alla deformazione delle stesse sotto il peso corporeo e la tensione muscolare. Spesso le gambe appaiono storte, la mascella deformata e la cassa toracica incavata.

Per evitare lo sviluppo di problematiche di questo genere è indispensabile avviare i piccoli fin dai primissimi giorni alla profilassi di integrazione dell’elemento stesso. Se il rachitismo interessa i bambini, gli adulti possono essere colpiti da osteomalacia, una malattia metabolica che si caratterizza per la rarefazione delle ossa che diventano dolenti e inclusi alle fratture.

Per le donne in menopausa e per le persone oltre una certa età, la mancanza di vitamine del gruppo D può essere causa di osteoposi, malattia che può essere causa di un forte indebolimento delle ossa, con tendenza alle frattura.

Gli ultimi studi hanno evidenziato come una mancanza di vitamina D può essere causa di malattie cardiovascolari, ma anche patologie come il diabete. Inoltre sembra anche essere determinante negli stati di obesità. Infine, da non sottovalutare l’incidenza della carenza di vitamina D su stati depressivi.

Diagnosi

Per poter conoscere quali sono i propri livelli di vitamina D occorre ricorrere alla misurazione della concentrazione nel sangue del 25- idrossicalciferolo, forma in cui la vitamina D di origina solare e alimentare circola all’interno del sangue.

Un valore che può essere espresso in manopole per litro o in nanogrammi per millilitro. Per poter affermare che sia presente un buon valore della sostanza, l’intervallo di valori deve essere tra i 75 nmol/l e i 200 nmol/L.

Per poter misurare tali valori si procede raccogliendo un campione di sangue da sottoporre alla misurazione del sondaggio di 25-OH-D. Nel momento in cui risulta essere chiaro che vi è un’effettiva carenza di vitamina D si procede andando a comprenderne le cause.

Solo conoscendo quali sono le cause della carenza sarà possibile elaborare una terapia adeguata per reintegrarla. Un intervento mirato che in genere si basa sulla modificazione sia della dieta del soggetto che di quelle che sono le sue abitudini quotidiane. Una terapia che permette di ritrovare i valori ottimali e di godere, dei vantaggi di una buona quantità della vitamina.

Aumentare la presenza di vitamina D

Quando la vitamina del sole è presente in quantità non sufficienti, è indispensabile intraprendere una terapia atta a ripristinare i suoi livelli normali. Una terapia che non può essere universale ma che varia da paziente a paziente.

In effetti occorre prima comprendere i fattori scatenanti e solo successivamente si potrà procedere alla decisione in merito ad una eventuale terapia. In genere si va a sostituire il proprio regime alimentare con uno ricco di alimenti che naturalmente presentano un alto contenuto di vitamina D.

L’alternativa è quella di utilizzare degli alimenti fortificati o integratori specifici. Si procede con una terapia che interviene in maniera specifica sulle cause della carenza, perchè si tratta dell’unico metodo efficace per la risoluzione della problematica.

Le terapie che invece, risolvono nell’immediato sono efficaci solo per periodi brevi. Protrarre la carenza della vitamina per periodi eccessivamente lunghi potrebbe essere pericoloso per la salute. In linea generale si raccomanda l’integrazione di vitamina D nelle donne in gravidanza, quelle che allattano al seno e in alcuni casi anche nei bambini e nei ragazzi.

Alimenti ricchi di vitamina D

Gli alimenti che hanno un alto contenuto di vitamina D e che dovrebbero essere inseriti nella dieta di chi ha bisogno di integrazione sono: olio di fegato di merluzzo (in passato utilizzato come integratore per i bambini), salmone, aringa, pesce spada, trota, anguilla, donna, carpa e sgombro.

UOVA - carenza vitamina D

Inoltre tuorlo d’uovo, latte, burro, funghi. Ci sono poi alimenti che sono considerati dei fortificati, in buona sostanza, dei cibi a cui viene aggiunta vitamina D. Le sono esempio il latte, il succo d’arancia, il latte di soia, lo yogurt, cereali, margarina. Ciò che risulta veramente importante anche nel momento in cui si debba procedere ad integrazione è il non cadere nell’assunzione di quantità elevate di vitamina D.

L’elemento se assunto in quantità eccessive può essere causa di fenomeni di tossicità. In altre parole, prima di assumere integratori è indispensabile rivolgersi al proprio medico e chiedere consigli. Il sovradosaggio può essere causa di: mineralizzazione di tessuti non ossei con calcificazioni che possono diffondersi anche a livello degli organi, contrazioni e spasmi, debolezza muscolare. Vomito, diarrea, mal di testa, perdita di appetito, perdita di peso, formazione di calcoli renali, confusione, dino a problemi di tipo cardiaco.

Alimento:Quantità di Vitamina D su 100 gr:
Pesci grassi4,2-17,1 μg
Crostacei0,1 μg
Olio di fegato di merluzzo250 μg
Tuorlo d’uovo5,4 μg
Funghi secchi3,8 μg

La prevenzione

Per evitare di essere vittima di carenza di vitamina D è estremamente importante procedere con la corretta prevenzione. Quindi si consiglia di esporti al sole almeno per 15 minuti al giorno, senza creme solari, inserire nella propria dieta alimenti che orientano una buona quantità di vitamina D. Inoltre al bisogno, è importante integrare o comunque ricorrere ad alimenti fortificati in vitamina D.

Le persone che maggiormente dovrebbero far attenzione al livello di vitamina D nel corpo sono le persone anziane, che tendono a presentare un fabbisogno maggiore rispetto ai giovani. Questo processo avviene perché la pelle perde la sua abilità di sensibilizzazione e i reni vedono diminuire la loro capacità di attivazione della stessa.

Ecco il motivo per cui i medici consigliano agli anziani di introdurre quantità supplementari di vitamine D, utilizzando degli integratori. Alla supplementazione di vitamina D si consiglia di abbinare anche quella di calcio per dare maggiore forza alle ossa, diluire la loro propensione alla frattura e quindi evitare ogni conseguenza della carenza di vitamina D.

 

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